Lettera di una mia allieva: “La salute vien ballando”

gennaio 16, 2014News 0

Che danzare faccia bene alla salute è ben noto alla comunità scientifica. Gli esiti di ricerche accreditate nel mondo hanno dimostrato che ballare aiuta a migliorare il sistema vascolare, a prevenire l’osteoporosi, a dimagrire, a sviluppare tonicità e a modellare i muscoli, a migliorare l’umore e ridurre lo stress. Il ballo aiuta il cervello a conservare una certa ricchezza cognitiva, contrastando lo sviluppo delle demenze senili e delle malattie degenerative.
Peter Lovatt, padre fondatore del Dance Psychology Lab dell’Università inglese di Hertfordshire, è stato tra i primi a sostenere che si può contrastare, ballando, le malattie neurovegenerative. Grazie al suo impegno il musical con valenza scientifica Dance, Doctor, Dance ! The Psichology of dance Show, ha avuto modo di andare in scena con successoall’Edinburgh-Festival.
Esperimenti hanno misurato con la Unified Parkinson’s Disease Rating Scale Motor, l’andamento della malattia in relazione al movimento, attestando che danzare mantiene elastico e attivo il cervello favorendo non solo il mantenimento costante ma addirittura l’aumento del numero di connessioni tra i neuroni che diversamente lascerebbe invecchiare.

Ancora secondo lo studio svedese, pubblicato su Archives Of Pediatrics Adolescent Medicine, la pratica regolare della danza risulta avere effetti positivi non solo per la salute della terza età, ma per la prevenzione ed il trattamento del malessere generalizzato tipico nell’età adolescenziale.
La ricerca italiana non è da meno in questo campo. Già negli anni novanta l’équipe di neurofisiologi guidata dal prof. Rizzolatti di Parma scopre il sistema neuronale “Mirror”. I neuroni visuomotori che hanno aperto nuove finestre sul cervello umano e nuovi scenari di interazione anche tra scienza ed arte. Tra altri esperimenti è stata osservata per settimane, la relazione tra l’apprendimento dei passi di danza e l’intensità di attivazione del sistema di neuroni specchio su ballerini di danza classica e di capoeira mentre assistevano altri ballerini danzare. Si è dimostrato in questa sperimentazione che il sistema dei neuroni mirror riceve stimoli di atti motori che registra nella memoria legandoli a quelli del preesistente patrimonio motorio posseduto, la “codificazione” risulta più efficace quanto più il patrimonio dell’osservatore è sviluppato. Il nostro cervello immagina di vivere emozionalmente le azioni che stiamo osservando e la percezione del corpo si rivela essere quasi sempre percezione del corpo in movimento. Il sistema dei neuroni a specchio insomma entra in azione ed “il cervello balla senza muovere un muscolo”. Una sorta di vera e propria “danza di neuroni”.
La salute vien ballando...Significativa è la recente dichiarazione del prof. Gianni Pezzoli, direttore del centro dell’Università di Milano per i malati di Parkinson. “Abbiamo organizzato molte volte gruppi di ballo per i pazienti, prediligendo la danza tradizionale, riferisce in un’intervista. Il ballo migliora lo stato dell’umore, costringendo il malato a prepararsi, uscire e interagire. E poi ci sono il ritmo, i passi, i tempi: tutto questo aiuta a fortificare la memoria procedurale”. Ballare richiede di decidere in un attimo quali movimenti il tuo corpo deve effet

tuare e queste decisioni devono essere prese a tempo di record seguendo la musica, non basta memorizzare i passi, il cervello lavora in un modo complesso, mettendo a punto vere e proprie “coreografie neuronali”.
Questa “fitness” dei neuroni produce ricadute benefiche sul cervello davvero sorprendenti che andrebbero maggiormente enfatizzate. In generale ci si ferma ad apprezzare della danza, la dimensione ludica, di svago, di impiego di tempo libero, di rilassatezza, di fuga dai pensieri del quotidiano. Pur essendo questi elementi importantissimi, bisognerebbe maggiormente divulgare che la danza è anche altro, ha un “peso” nel benessere di ogni giorno, è un piacere con un valore aggiunto amico del corpo e della mente.
La consapevolezza della valenza salutista del ballo rende ancora più felici chi come me ama la danza. Ciò che “percepiamo” non è dunque solo un evento squisitamente piacevole e soggettivo ma qualcosa in più. Sapere che ciò che provo guardando ballare e ballando in termini di gioia, di leggerezza, ha anche una “legittimazione” scientifica in termini di sviluppo della salute è uno stimolo in più a praticare la danza e perche no ad iscriversi ad una scuola di ballo.

Avete mai messo piede in una scuola di danza? Io ho avuto la fortuna di farlo per la prima volta a dicembre in una Scuola con la S maiuscola, la neonata ’Accademia di Danza’ che Carolyn Smith, ormai più che famosa coreografa, coach di fama internazionale, ha appena aperto a Roma in via Cortina d’Ampezzo. Un lavoro a quattro mani con suo marito Tino, direi molto ben riuscito, TeoricaMente e praticaMente attraverso un insegnamento di eccellenza che punta allo star bene ballando, al livello fisico e psichico.
Nell’Accademia questa dimensione ”intelligente” del piacere di danzare emerge in tutta la sua completezza. I ballerini formati e selezionati da Carolyn, danno vita ad un progetto coreutico che prevede percorsi personalizzati dove ogni lezione di danza è la tappa di un viaggio “a misura” di ciascuno alievo. Si parte con un carnet personalizzato, con un bagaglio di ritmi, musiche e passi di danza. Itinerari differenti si aprono messi in luce nei primi passi fatti col maestro, con un approccio conoscitivo sapientemente indagato ed accompagnato che si misura “passo dopo passo” danzando, valutando gli step formativi, gratificando e motivando anche per piccoli progressi. Un atelier-haute –couture dove si punta alla qualità, confezionare non taglie “uniche”che vadano bene a tutti, ma un vestito su misura, un abito di sartoria, tagliat
o e cucito sul corpo di ciascuno. Del resto è dimostrato che gli schemi di apprendimento degli atti motori si diversificano da individuo ad individuo. Dimmi quanti gaba hai e ti dirò come balli, potrebbe suggerire Charlotte Stagg dell’Università di Oxford che dopo l’esito del suo studio che utilizzando una risonanza magnatica spettroscopica ha misurato i livelli di gaba ( acido y-amminobutirrico un neurotrasmettitore fondamentale nell’esecuzione e nel controllo dei movimenti) nel cervello di alcuni volontari,dimostrando che chi è più reattivo al gaba è più veloce ad imparare la sequenza dei passi di danza.
Sapere di danza, saper danzare e sapere essere nella danza, sintetizza come l’Accademy di Carolyn riesce a diventare un laboratorio di benessere. Oggi che il cantiere si è chiuso con l’inaugurazione della nuova struttura dedicata alla scuola, un altro cantiere si è appena aperto, quello dell’Accademy dove sono in corso lavori sul corpo e sulla mente.
Carolyn e Tino investono sulla peculiarità del metodo di insegnamento, per mettere in valore, per avvicinare ed includere, per scoprire e gioire della scoperta, per esplorare le potenzialità di una nuova corporeità, per recuperare dimensioni motorie “perdute”, per scoprire, ritrovare o arricchire la sensualità del proprio corpo ed riappropriarsi di un potere seduttivo qualche volta “dimenticato”, per sentirsi desiderabile, per uscire dall’invisibilità e dalla esclusione, per mettere al bando la noia e la solitudine, per relazionarsi e socializzare.

Insomma la salute vien danzando e non importa che tu pesi 50 o 90 kg, che tu abbia 15 o 70 anni, se riesci a divertirti mentre costruisci benessere, se ritrovi e liberi la tua energia e volando con le tue ali dai una svolta al tuo stile di vita con soddisfazione tua e di chi ti segue.

Le Accademie di Carolyn sono questo ed altro in una società cosiddetta del “benessere” dove spesso si fa fatica a ben-essere. Vi sembra poco?

Una allieva

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